- Una guida eccezionale per una giornata speciale — testimonianza e risposta del direttore Mazzerbo
- Dove le pene diventano rinascita — rassegna stampa, VersiliaPost
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Testimonianza di una cliente escursionista
Una guida eccezionale
per una giornata speciale
3 maggio 2026
La presenza del direttore Carlo Mazzerbo ha reso la giornata particolare e unica
Una testimonianza preziosa di ciò che, in maniera potente e strabiliante, fa Gorgona:
crea legami, sinergie, condivisione di momenti e di profonde riflessioni sul senso civico,
sul concetto di libertà.
È incontro tra anime che sanno ascoltare.
Gent.mo dott. Mazzerbo,
Abbiamo avuto il suo indirizzo mail dalla guida Alberto Calamai, per spedirle questo pensiero scaturito dopo aver letto il libro scritto con Gregorio Catalano, acquistato dopo una visita a Gorgona il 3 maggio scorso, alla quale anche lei ha preso parte.
Già da quel momento si era capito l'impegno che, negli anni nei quali è stato direttore, ha dedicato al penitenziario, ma questa lettura è stata davvero illuminante.
Avendola già sentita parlare dal vivo, ci sembrava di ascoltare ancora la sua voce – schietta e profonda – che continuava il racconto avviato, citando i particolari più significativi di un'esperienza alla quale lei ha dato molto e che le ha dato molto.
La cosa che colpisce di più è il suo entusiasmo per il lavoro, per questo lavoro, ed il poterlo svolgere in un luogo con tutte le caratteristiche per costruire percorsi che favoriscono la ripresa dei detenuti di una vita basata sul lavoro, lo studio, lo sviluppo di talenti, tutto quello che contribuisce ad avviare cambiamenti reali e profondi.
Molto era da costruire, e cimentarsi con nuovi progetti da realizzare ha sicuramente costituito uno stimolo a fare sempre di più e meglio. La spinta più grande sembra essere stata la risposta dei detenuti, del personale e degli abitanti, una unità di intenti che, se incoraggiata, si trasforma in forza propulsiva.
Ma questo è possibile soltanto quando a guidare le esperienze ci sono persone come lei, che si calano nel ruolo dopo aver studiato, sondato e capito che il terreno è pronto per generare certi risultati.
Un compito denso di sfide e di difficoltà, dove la qualità più importante – che permea tutte le altre – è una sola: l'umanità. Umanità non è solo «essere umani», è come si è umani, è una disposizione che comprende la capacità di ascoltare con empatia e risonanza, l'attenzione particolare alla fragilità come gesto di cura, il rispetto degli altri in quanto «umani», a prescindere da ogni colpa o errore commessi.
Dopo aver terminato questa lettura – piacevole e scorrevole nonostante il tema – resta una sola amarezza, quella che oggi Gorgona non sia che una copia ridotta di quello che è stata sotto la sua giurisdizione. Ma, poiché la vita insegna a sottolineare soprattutto i lati positivi, le dobbiamo un grazie sincero per aver dato, con il suo racconto, una testimonianza che un altro modo di vivere nelle carceri è possibile. Perché il problema delle carceri sembra non esistere per la politica, per noi tutti e invece, come qualcuno che lei ha citato scriveva già nel 1861, «Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni». E – aggiungiamo – dalle possibilità di riscatto che esse offrono realmente a chi si possa trovare ad abitarle, in pratica ad ognuno di noi.
Con gratitudine,
Elisabetta B. – 3 maggio 2026
Carlo Mazzerbo racconta la storia della colonia agricola di Gorgona
Io mi sento un privilegiato per l'occasione che la vita mi ha offerto, perché lavorare con passione, cercando di dare un contributo alla società, è una grande fortuna; se poi si lavora in un contesto naturalistico come quello di Gorgona, sei un uomo decisamente fortunato!
Non è un bel momento in Italia per le carceri e non solo purtroppo, ma la voglia di continuare ad impegnarsi per una società migliore rimane e mi conforta molto sapere che siamo in tanti.
Grazie ancora, un caro saluto.
Carlo Mazzerbo
Gorgona, isola speciale e Ufficioguide outdoor
Dove le pene diventano rinascita
Gli studenti del Galilei-Artiglio alla scoperta dell'isola-carcere di Gorgona
Redazione Versilia Post · 25 maggio 2026
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto di un'esperienza didattica vissuta da un gruppo di studenti dell'Istituto Galilei-Artiglio di Viareggio.
Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in intensità. Lo sanno bene gli studenti delle classi 5AS, 5BS, 5BT e 5CT dell'Istituto Galilei-Artiglio di Viareggio, che il 22 maggio hanno vissuto una giornata che rimarrà impressa a fuoco nei loro cuori. La meta? Gorgona, l'ultima isola-carcere rimasta in Italia e l'ultima colonia penale agricola attiva in Europa. Un lembo di terra a sole 19 miglia da Livorno dove i concetti di reclusione e libertà sfumano l'uno nell'altro, e dove i muri e le sbarre lasciano il posto alla responsabilità e al lavoro.
Ad accogliere i ragazzi, prima ancora delle persone, è stata la natura stessa dell'isola. Accompagnati dalle guide ambientali Alberto Calamai e Valentina Londi, gli alunni hanno camminato dentro i sentieri di un Parco Nazionale sospeso nel tempo, dove i ritmi lenti e il silenzio costringono a riconnettere la mente e l'anima con l'infinito, facendoci sentire parte di un tutto.
L'impatto con l'approdo dell'isola è intenso ed emozionante. Lo sguardo dei ragazzi è stato catturato dalle casine colorate dei pochissimi residenti rimasti. Proprio lì, dove il blu del mare sposa la roccia, troneggia una scritta che è un faro di civiltà, il cuore pulsante dell'articolo 27 della nostra Costituzione:
«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.»
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 27Non sono solo parole sulla pietra; a Gorgona questa regola si fa carne e quotidianità. Tutto parla di metamorfosi, a partire dal grande murale che dà il benvenuto ai visitatori: un bruco che si trasforma in farfalla. Come dicono spesso gli abitanti dell'isola: «Da Gorgona non si arriva e non si parte, ma si entra e si esce». Si entra appesantiti dalle proprie fragilità e dai propri errori, si esce rinati.
Gli studenti hanno toccato con mano una realtà straordinaria, dove i «ristretti» tornano a essere uomini attraverso la fatica e l'orgoglio del lavoro. Hanno ascoltato le storie dei detenuti, ricevuto i loro consigli preziosi e assaggiato il pane e la pizza frutto delle loro mani.
In questo microcosmo virtuoso, l'agricoltura è la chiave di volta. I detenuti lavorano ogni giorno nei campi, accudiscono gli animali e coltivano vigne a picco sul mare, radicate in un terreno ricco di minerali. Qui il lavoro manifesta tutto il suo potere salvifico, diventa un passaporto per il futuro: imparare un mestiere infatti ha dimostrato un'efficacia straordinaria, abbattendo quasi a zero il tasso di recidiva di chi sconta la pena.
Ma Gorgona non è solo il presente della riabilitazione. Camminando per l'isola, le guide hanno svelato ai ragazzi un passato antico e affascinante. Questa terra è stata per secoli un rifugio dello spirito, ospitando gli eremiti già nel V secolo, e successivamente i monaci Benedettini e Certosini. Un'oasi di pace che ha dovuto però difendersi con le unghie e con i denti dalle feroci incursioni piratesche, come testimonia l'imponente mole della Torre Vecchia, che ancora oggi vigila sulla costa.
C'è stato spazio anche per la commozione profonda quando gli studenti hanno ascoltato i racconti su Luisa Citti, la memoria storica dell'isola, la nonna di Gorgona, scomparsa nel 2024 alla veneranda età di 97 anni. Per decenni è stata l'anima accogliente dello scoglio: riceveva i visitatori stringendo le mani, raccontava la bellezza selvaggia della sua isola e, soprattutto, chiamava i carcerati «i miei ragazzi». Una lezione di empatia pura che continua a fluttuare tra i vicoli del borgo dove nessuno ha dimenticato Luisa.
Gli studenti del Galilei-Artiglio tornano a casa arricchiti, fieri delle interviste realizzate e con un bagaglio di conoscenze introvabile sui libri di scuola. Hanno capito che la giustizia può avere il profumo del pane caldo e il sapore del riscatto. In una giornata sospesa tra mare e cielo, i carcerati si sono trasformati in maestri di verità, regalando agli alunni una lezione di vita potente e autentica che rimarrà per sempre impressa nei loro cuori.
Perché la Gorgona ci ricorda, oggi più che mai, che il valore di una società si misura da quante esistenze riesce a restituire alla dignità e alla libertà del proprio domani.
Questa esperienza fa parte del Progetto GenerAzione Solidale voluto dalle prof.sse Carmela Novellini e Amalia Lacatus.
Informazioni sul progetto su www.gorgona.toscana.it
Momenti di riflessione e confronto
Gorgona, isola speciale — www.gorgona.toscana.it
6 settembre 2026
Alberto,
domenica ci hai chiesto se fossimo impressionate dal fatto di essere accompagnate da un detenuto.
La nostra risposta è stata immediata: no, lo sapevamo, eravamo state informate e questo non ci preoccupava.
Devo però ritrattare.
A distanza di qualche giorno, mi rendo conto che è stata un’esperienza che scava molto più in profondità di quanto immaginassi.
Il contrasto tra la straordinaria bellezza del paesaggio e lo sguardo di Gaetano ha suscitato in me emozioni difficili da spiegare e mi ha fatto riflettere.
Grazie per quello che ci hai fatto vivere e per quello che ho ricevuto da questa esperienza..
Ciao
Mara
6 settembre 2026
Buongiorno.
La volevo ringraziare per l'esperienza che ci ha donato ieri.
Esperienza umana soprattutto .
Ci ha trasmesso la passione per il suo lavoro, e l'umanità verso le persone che hanno commesso un errore e hanno bisogno di altre opportunità, perché siamo sempre pronti a puntare il dito, ma dietro ci sono degli esseri umani che hanno bisogno di tornare nella comunità in modo diverso.
La ringrazio, e le sono grata per il lavoro che svolge.
Un grande in bocca al lupo e un abbraccio a Gaetano che sta cambiando la sua vita.
Elena e Alfredo
1 agosto 2026
Grazie Alberto, faremo tesoro di questa bellissima esperienza.
Il progetto sociale è un importantissimo valore aggiunto, che è stato un motivo di riflessione per noi ma anche e soprattutto con le nostre figlie. Sono esperienze che aprono la mente più di tanti «discorsoni».
Non appena possibile parteciperemo volentieri ad altri vostri eventi.
Un caro saluto
Giulia B.
13 settembre 2025
La visita presso Gorgona è stata un momento di riflessione e di grande approfondimento di tematiche da me prima ignorate. Confermo la mia disponibilità, in qualità di persona che conosce un certo tessuto imprenditoriale torinese/cuneese a fare da tramite per eventuali segnalazioni. Buon lavoro a tutti e ancora grazie per il vostro impegno e per il progetto sociale che avete sviluppato.
F.G.
31 agosto 2025
È stata una esperienza molto significativa, e la Gorgona è un'isola stupenda.
Grazie per l'umanità e la passione che ci hai trasmesso.
Alla prossima,
Daniela
31 agosto 2025
Buongiorno Alberto, grazie mille per le foto e le informazioni inviate. È stata una visita molto piacevole e la ringrazio davvero per la passione che ha avuto nel raccontare questa isola davvero speciale. Grazie per l'esperienza,
Un caro saluto, alla prossima!
Francesca e Stefano
30 giugno 2025
Siamo arrivati a Gorgona con la Superba, l'unica nave autorizzata ad ormeggiare. Appena attraccati abbiamo iniziato a scendere dalla nave e dopo aver messo gli zaini nell'apposita stanza abbiamo ascoltato le restrittive regole del carcere di Gorgona; dopo quelle ci siamo incamminati verso lo spaccio dove i detenuti fanno schiacciate, panini e pizze. Dopo la breve pausa ci siamo incamminati e purtroppo 2 signore sono cadute in una fossetta; mentre loro si riprendevano è uscito Maurizio, un simpatico detenuto che ci ha accompagnati nella camminata e ha parlato di come era vivere nel carcere di Gorgona.
Quando le signore si sono riprese siamo partiti verso il capanno degli animali; appena arrivati Maurizio ha preso una pistola d'acqua e ci ha fatto rinfrescare, poi ci siamo divisi in 2 gruppi: uno temerario (quello di Alberto) e uno "calmo". Io sono andato con quello temerario e abbiamo fatto tutta la costa; dopo un po' di cammino abbiamo ammirato Torre Garibaldi, poco prima di mangiare su delle panche fatte da un certo Santino, un detenuto abile a fare le panche. Abbiamo camminato in un boschetto dove Alberto ci ha spiegato di che piante si trattava, poi siamo andati al carcere vecchio, utilizzato solo per un decennio e poi trasformato nella discarica dell'isola, poi in una vecchia torre affacciata sul mare ma ormai malandata, poi al cimitero di Gorgona, per poi fare una stradina che portava al paese. Lì abbiamo fatto il bagno nell'acqua cristallina di Gorgona prima di ripartire con la Superba verso Livorno. Questa gita mi è piaciuta molto, spero di poterla rifare.
Valerio, 12 anni
12 luglio 2025
Oggi tutto il giorno ho pensato ad Oscar, Luisa, Fabrizio. Una visita che ti entra dentro e ci rimane.
Ho sentito forte l'esigenza di pregare per loro. Spero davvero che il progetto sociale Gorgona non solo non muoia ma evolva.
Grazie per la passione ed il pathos che ci hai trasmesso.
Un caro saluto da tutti noi.
Domenica
29 giugno 2025
Buongiorno Valentina, nel ringraziarti per la bellissima e istruttiva giornata trascorsa assieme a un bel gruppo e portati con grazia e perizia in una realtà umana e ambientale unica, descritta con sensibilità e competenza per i temi trattati, mi piacerebbe ricevere qualche ricordo fotografico e qualche spunto bibliografico sulla esperienza della Gorgona.
Grazie ancora e auguri di una buona estate.
Giovanni D.
29 giugno 2025
Che bello, grazie! Anche io penso la stessa cosa, sai? Siamo stati, te compresa, un gruppo proprio delizioso!! Esperienza meravigliosa... ed è così grazie a te che ci hai inebriati di racconti e informazioni riguardanti l'isola e ci hai fatti sentire in buone mani anche nei momenti più incerti: sei saggia, educata, intelligente e paziente!
Non a caso tutti ti vogliono bene sull'isola... e si vede.
28 giugno 2025
Spero tu sappia di aver fatto a tutti noi un regalo più grande di quello che le parole riescono a contenere. Un'apertura sul mondo, sulla vita, che racchiude errori e successi, baratri e vette alte.
Grazie Alberto perché hai trasmesso la tua passione e la tua umanità, il tuo coraggio e quel non pregiudizio che è alla base di tutto. Fosse anche solo una persona che esce migliore di come è entrata, ne vale la pena.
Giulia
Escursione bellissima per la natura ed il paesaggio ma anche, e forse soprattutto, per averci fatto scoprire il lato umano dell'isola; un caro saluto al Signor Maurizio e complimenti a voi guide per la passione che ci mettete, e complimenti a Valentina per aver gestito ogni criticità con estrema professionalità e competenza.
Mi sto organizzando per fare altre gite con voi, buona estate, buone gite.
Maria Grazia C.
29 giugno 2025
Ringrazio per la fantastica visita di ieri all'isola di Gorgona. È stata un'esperienza che mi rimarrà nel cuore. Valentina, la nostra guida, è stata molto brava, insieme a Maurizio, il detenuto che ci ha accompagnato.
Silvia
16 giugno 2025
Grazie a te per una gita e visita interessantissima, e per aver condiviso vari aspetti non sempre facili da parlarne. Io e mio marito abbiamo molto apprezzato il tutto, e la tua passione e coinvolgimento.
Grazie per le belle foto.
Eugenia
Lunedì 30 settembre 2024
Ciao a tutti e grazie ad Alberto, Valentina, Anna e Donatella che mi hanno permesso di vivere questa bellissima esperienza; in particolare vorrei dire ad Alberto e Valentina che ho apprezzato moltissimo il modo in cui lavorano e si rapportano con i ragazzi, dimostrando professionalità, competenza e passione, qualità che consentono di capire in maniera profonda l'isola e la vita che vi si svolge.
A scuola si fanno molte cose e non sempre se ne capisce il senso: la giornata di lunedì mi ha restituito la voglia di continuare a credere in quello che facciamo e spero proprio che possa essere l'inizio di un lungo percorso.
Grazie ancora davvero, a presto,
Leonardo, professore liceo fiorentino
Lunedì 30 settembre 2024
Grazie a voi per aver condiviso con noi la vostra lunga esperienza dell'isola di Gorgona, è stata una giornata densa, molto interessante e vi faremo avere un ritorno da parte degli studenti per i quali la giornata di ieri è stata un'esperienza di crescita.
Anna, professoressa liceo fiorentino
1° luglio 2024 — Giacomo, 15 anni
L'isola Gorgona, una delle ultime oasi di pace e tranquillità in un mondo che corre troppo velocemente. Io il volto della donna dal mare non l'ho visto, ma sull'isola ho visto i volti sereni dei carcerati mentre giravano le stradine del penitenziario a cielo aperto, a piedi e coi trattori.
Non ho mai avuto pregiudizi sugli ex detenuti o sui detenuti stessi: siamo umani e in quanto tali possiamo sbagliare, ma poi è nostro dovere riscattarsi, rialzarsi per tornare nel mondo come persone nuove, migliori. Questo non vale solo per chi ha commesso dei reati, ma per tutti noi. L'isolamento e il silenzio di Gorgona fanno riflettere le persone che la visitano: la natura controlla rigogliosa le pendici dell'isola, la macchia mediterranea scende fino al mare partendo dalle vette dei colli. La natura e l'ambiente vanno protetti e rispettati da noi uomini perché è il bene più prezioso che abbiamo. La natura è per tutti e di nessuno.
Sono stato molto felice nel vedere che anche le altre persone del gruppo hanno accolto con empatia Domenico e gli altri detenuti: spesso, soprattutto sui social, è l'odio e il disprezzo a predominare in contenuti e commenti dove si è in un limbo fra la libertà di parola e il reato. Penso che tutti noi dovremmo visitare il carcere almeno una volta, soprattutto i giovani, che non capiscono quanto sia pericolosa la criminalità organizzata o lo spaccio, o solamente essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, con la compagnia sbagliata.
In conclusione, auguro il meglio a tutti i detenuti, al corpo di polizia e a voi guide. Un abbraccio.
Giacomo
1° luglio 2024 — Delia, 14 anni
Comincio dicendo che è stato molto bello e interessante, soprattutto vedere come i detenuti sembrassero sempre a loro agio e di buon umore. Senza dubbio è stata un'esperienza senza precedenti, piacevole e anche divertente. Ammetto che non mi sarei mai aspettata un clima così "leggero". Il paesaggio dell'isola, e in generale il clima di benessere che abbiamo respirato, sono stati davvero sorprendenti e gradevoli. Consiglio davvero molto questa esperienza.
27 luglio 2024
Buongiorno Alberto e Valentina, io e Roberto non sappiamo come ringraziare voi e Daniele. Ci avete fatto vivere un'esperienza